BVF 2026

Manifesto

Se dovessimo regalare un'immagine a quel tempo che, per la nostra generazione, sembra ormai non esistere più, forse sarebbe quella di un uomo seduto da ore a un tavolino.

Un uomo che sta aspettando il niente.

Un niente fatto di gesti involontari, di sorrisi forzati, di valigie che sbattono e dettagli apparentemente inutili.

Un niente che diventa tutto in un mondo utopico privo di scadenze, aspettative, risultati.

Un tutto che può essere scoperto solo trovando il proprio fiore. L'uomo che trova il proprio fiore ha rivoluzionato il tempo che finisce trasformandolo in un sogno che è un progetto, in un'illusione non ancora delusa, una finzione che non è un inganno ma una prefigurazione di un mondo diverso da quello che ci è stato consegnato.

Se tutto finisse domani, chi vorremmo essere oggi?

L'idea del manifesto parte dalla rivisitazione dell'atto unico di Luigi Pirandello dal titolo «L'uomo dal fiore in bocca».

Pirandello mette in scena il dialogo tra un uomo malato di un tumore (il «fiore» in bocca) e un tranquillo avventore di passaggio. Il fiore è una metafora ambigua: da un lato rappresenta la malattia che lo consuma, un tumore che cresce sulle labbra come un fiore velenoso; dall'altro simboleggia anche la vita stessa, fragile, effimera ma intensamente percepita proprio perché destinata a svanire.

L'uomo, sapendo di dover morire, sviluppa una fame di vita disperata, osserva ogni dettaglio del mondo con un'intensità che il «normale» avventore non può capire.

Il fiore diventa così il segno visibile della condanna e, insieme, della consapevolezza: solo chi è vicino alla morte riesce davvero a cogliere la bellezza e l'assurdità dell'esistere.

Abbiamo scelto L'uomo dal fiore in bocca come punto di partenza per reinterpretare il simbolo del fiore: non più segno di malattia e morte, ma occasione di risveglio.

Il nostro «fiore» rappresenta la capacità di fermarsi, di guardare la vita da una prospettiva nuova, lontana dalla frenesia del mondo moderno fatto di scadenze e risultati.

Chi trova il proprio fiore non fugge dal tempo, ma ritrova il senso autentico dell'esistere, imparando a vivere con presenza e consapevolezza.

In questo modo, trasformiamo la fragilità pirandelliana in un atto di rinascita e libertà interiore.

Leggi «L'uomo dal fiore in bocca» →
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